I malware e ransomware continuano a crescere in Italia, guai per la privacy

Ancora guai per l’Europa e per il nostro bel Paese, dove a causa del lockdown dovuto da COVID-19, i malware e ransomware continuano a crescere in maniera esponenziale generando pericoli non soltanto lato privacy e informazioni personali dell’utente.

Stando a quanto riportato dall’azienda di Securing the Pandemic-Disrupted Workplace, è stato pubblicato un nuovo report sulle minacce informatiche del primo semestre 2020 a cura di Trend Micro, testimoniando che l’Italia continua ad essere “tormentata” da malware e ransomware, raggiungendo così l’ottava posizione del Paese più colpito al mondo e seconda posizione in Europa per quanto riguarda le incursioni il Trojan Banking. (Report)

Rispetto agli anni precedenti, il 2020 è l’anno dei cybercriminali, dovuti anche alla pandemia, dove infatti sono state identificate oltre 8,8 milioni di minacce in sei mesi, di cui il 92% via e-mail.

Il nostro riepilogo sulla sicurezza del primo semestre esamina i problemi di sicurezza urgenti emersi durante la prima metà di quest’anno e offre consigli per aiutare le aziende a proteggere i propri sistemi nella nuova situazione di normalità.

Italia: i numeri della prima metà del 2020

  • Malware: i malware identificati in Italia nella prima metà del 2020 è di 6.955.764. L’Italia è l’ottavo Paese più colpito al mondo
  • Ransomware: primo semestre 2020, l’Italia è l’undicesimo Paese più colpito al mondo con una percentuale del’1,33%.
  • Le minacce arrivate via mail sono state 151.884.242, tra cui 107.684 erano messaggi spam riferiti al COVID-19
  • Gli URL maligni sono stati visitati ben 6.064.101
  • Nella prima metà del 2020, il numero delle applicazioni pericolose + salito a 127.690
  • Nella prima metà del 2020 sono stati 2.907 i malware di online banking che hanno colpito l’Italia

In tutto il mondo, soltanto nel primo semestre Trend Micro ha bloccato ben 28 miliardi di minacce (27.823.212.959), quasi un miliardo rispetto all’anno precedente. Tuttavia, 93% erano email truffa e spam.